STORIA

VAREDO.  Un nome conosciuto in quasi tutto il mondo. Un paese che ha al posto del cuore un complesso industriale grande quasi due volte la Fiera di Milano. Un punto d’incontro per tutti i dialetti d’Italia intorno alla parola SNIA.

L’etichetta SNIA venne apposta a Varedo nel 1927, ma lo stabilimento esisteva già da due anni sotto il nome della “S.A. SETA ARTIFICIALE VAREDO” si trattava di un modesto stabilimento di produzione del Rayon con il sistema a Bobina, con una capacità produttiva di 1000 tons. annue.

In quel tempo i sistemi di produzione erano ancora rudimentali e l’unica fibra artificiale prodotta era il Rayon, cioè la fibra cellulosica continua: ma la SNIA era un’azienda proiettata verso il futuro, sempre alla ricerca di novità: fu proprio la SNIA ad attuare per prima sul piano della ricerca e poi sul piano industriale la fibra corta, cioè un tipo di fibre cellulosica (il così detto “FIOCCO”) adatta alla lavorazione cotoniera e laniera. In tal modo veniva aperto alle nuove fibre create dall’uomo, il campo fino a quel momento riservato alle fibre tradizionali, della parte di gran lunga più importante dell’industria tessile.

Anche Varedo  fu coinvolto nella svolta innovatrice attuata dalla SNIA: nel 1936 veniva decisa la trasformazione dell’impianto Rayon da Filatura a Bobina a Centrifuga, secondo le più moderne tecnologie produttive del tempo, e veniva affiancato un impianto per la produzione di Fiocco Viscosa. Terminati i due impianti, la capacità produttiva risultava di 3000 tons. per il Rayon Centrifugo e di 20.000 tons. per il Fiocco.

Durante la guerra, dopo un primo periodo di attività quasi parossistica, le cose si mettevano al peggio: venivano a mancare sempre più la materia prima e l’occupazione tedesca metteva alla fine in pericolo operai e impiegati, con rischio gravissimo di invio in Germania degli uni e degli altri: la direzione SNIA lottò contro questi pericoli con tutte le forze e con tutti i mezzi, ricorrendo a tutti i possibili stratagemmi, non di rado con gravi rischi personali dei dirigenti, riuscendo a preservare la fabbrica dallo smantellamento e ad impedire l’invio in Germania degli operai.

Alla fine delle guerra, il danno più grave era quello dell’arretratezza tecnologica in cui si trovavano gli impianti: fuori dall’Italia la tecnica si era rapidamente evoluta, e la SNIA era caduta da posizione di avanguardia a posizioni di preoccupante arretratezza, con gravissimo danno per le sue possibilità di esportare sui mercati di tutto il mondo; proprio la SNIA, che era stata prima della guerra la maggior esportatrice di fibre cellulosiche d’Europa. Una delle massime conquiste della tecnologia nel settore era stata quella delle macchine per la filatura in continua. La SNIA decide di adottarle: si tratta dei primi filatoi di questo genere che venivano istallati nel continente europeo. Il programma dell’istallazione dei nuovi filatoi in continuo per la produzione di Rayon Tessile e di Rayon Cord per pneumatici venne portato a termine nel periodo che va dal 1948 al 1952. Con gli impianti di “Filature in Continue” lo stabilimento di Varedo divenne da quel momento lo stabilimento di punta della SNIA.

In questo stesso periodo maturava nella direzione SNIA la decisione di inserirsi tra le aziende produttrici delle più moderne fibre tessili create dall’uomo: le fibre sintetiche. Le fibre sintetiche, di nascita relativamente recente, rappresentano un fatto assolutamente nuovo. Non si trattava più di rendere filabili attraverso trattamenti chimici una materia esistente in natura, come nel caso della cellulosa per le fibre artificiali, ma si trattava addirittura di trarre fibre tessili da una materia creata attraverso una sintesi chimica e quindi non esistente prima. Una rivoluzione tecnica ed economica destinata a segnare una svolta decisiva nell’industria tessile mondiale.

La prima delle nuovissime fibre sintetiche era stata il NYLON, appartenente alla categoria delle cosi dette fibre poliammidiche: a questo seguirono numerose altre fibre sintetiche, con caratteristiche diverse a secondo della “famiglia” di appartenenza; ma le categorie che ebbero più vasta e generale affermazione furono, oltre a quelle poliammidiche, quelle delle acriliche e quelle delle poliesteri.

Avendo intuito che quella delle fibre sintetiche era la strada del futuro, la SNIA avviò presso il proprio Centro Sperimentale di Cesano Maderno, convenientemente potenziato, gli studi per la ricerca di un procedimento originale per la produzione delle fibre poliammidiche, a conclusione del quale venne lanciata sul mercato la prima fibra poliammidica SNIA: un “Nylon 6” che fu battezzato con il nome “LILION”. L’impianto per la produzione su scala industriale del lilion fu istallato proprio a Varedo ed iniziò la sua attività nel 1954 con una produzione di circa una tonnellata giorno. Negli anni successivi l’impianto lilion è stato ampliato a più riprese con l’aumento delle linee di filatura e la creazione di reparti ausiliari per la trasformazione del filato, come l’Orditura per Maglieria e lo Stiro.

NYLON 6
POLIESTERE

 

Al lilion tessile si è aggiunta in seguito anche la produzione del lilion cord. Un evento clamoroso fu costituito dal comunicato emesso il 22 marzo 1960 dalla “Allied Chemical Co”, una delle maggiori aziende chimiche degli Stati Uniti e del mondo intero. In tale comunicazione la grande azienda americana annunciava la costruzione di un nuovo stabilimento nella Carolina del Sud per la produzione di lilion su progetto SNIA, con procedimento e assistenza tecnica SNIA e con macchinario costruito in buona parte negli stabilimenti meccanici della SNIA. Era, in sostanza, la riproduzione dell’impianto lilion di Varedo nel South Carolina: l’evento era clamoroso soprattutto per l’aspetto tecnico, in quanto l’America è stata, come è noto, la patria del nylon: e tuttavia una grande azienda americana dimostrava di apprezzare  a tal punto la tecnica SNIA da costruire secondo questa tecnica un grandioso impianto di produzione.

Altri eventi del genere si univano ben presto a questo primo, in numerosi Paesi del mondo. Del resto, il successo del lilion SNIA si profilava in tutta la sua portata quando, nonostante il ritardo con cui era apparso sul mercato rispetto alle altre fibre poliammidiche italiane, superava tutte le altre sia per qualità prodotta che per quantità esportata. Ma la SNIA, una volta entrata come azienda produttrice nel settore delle fibre sintetiche, non poteva fermarsi alla fibra poliammidica; in questi ultimi anni essa ha completato la gamma delle fibre sintetiche prima con una fibra acrilica, il “Velicren”, poi con una fibra poliestere, il “Wistel”: quest’ultima viene prodotta a Varedo e la produzione è in continua espansione.

IRMO (Carolina del Sud)

Anno 1965 massima espansione occupazionale con 6000 dipendenti più 1000 operai di imprese esterne. Nello stabilimento di Varedo si entra da un portone centrale che dà su un ampio spazio confortato da pini e tagliato da larghe strade parallele tra aiuole verdi. Il fronte dello stabilimento vero e proprio appare come un esile corpo centrale a forma di pennoni di ideali bandiere.

Quelle che vediamo entrando, sono gli impianti di  Rayon Centrifuco e Fiocco Viscosa: mentre dall’altra estremità dell’enorme agglomerato vi è l’impianto LILION.

DIRETTORI
   1930 ing. Piero CROSTI
   1945  dr. Luigi PERONE
   1960  dr. Daniele SALOM
   1968  dr. Arturo RIVA
   1969  ing. Antonio GIULIANI
   1977  pro tempore dr. GROSSO
   1978  ing. Renato ROMANO
   1985  dr. Vittorio BENETTI
   1992  ing. Angelo SOZZANI
   1998  dr. Novello LEONCINI.
1925 Nasce sotto il nome di “S.A. Seta Artificiale Varedo” per la produzione di filo cellulosico da filatura bobina
1927 Acquisita dalla SNIA VISCOSA che costruisce un nuovo impianto per la produzione di “FIOCCO VISCOSA”
1930 1°Direttore di Stabilimento, ing. Piero CROSTI
1936 Trasformato l’impianto Rayon Bobina a Rayon Centrifugo
1945 2°Direttore di Stabilimento dr. Luigi PERONE
1948-52 Costruiti due impianti, uno per la produzione di RAYON CONTINUO TESSILE e l’altro per il RAYON CORD
1954 Costruito un nuovo impianto per la produzione di filati sintetici “LILION” (nylon)
1956 Costruito un nuovo impianto per la produzione d filati sintetici “WISTEL” (poliestere)
1960 3° Direttore di Stabilimento dr. Daniele SALOM
1965 Costruita nuova CENTRALE TERMOELETTRICA
  Raggiunto il massimo sviluppo d’occupazione, 6000 dipendenti + 1000 operai d’imprese esterne
1968 4° Direttore di Stabilimento ing. Arturo RIVA
1969 5° Direttore di Stabilimento ing. Antonio GIULIANI (in sostituzione dell’ing. Riva deceduto prematuramente)
1970 Scioperi e blocco dello Stabilimento (23 gg.) Inizio del declino della SNIA VAREDO
1974 Chiusura impianti Viscosa: Rayon Centrifugo, Continuo Tessile e Cord
1977
Direttore di Stabilimento prò tempore ing. GROSSO
1978 6° Direttore di Stabilimento ing. Renato ROMANO
1980 Chiusura impianto poliestere Wistel
1982 Chiusura totale degli impianti: Preparazione e Flocco Viscosa
1985 7° Direttore di Stabilimento dr. Vittorio BENETTI
1992 8° Direttore di Stabilimento ing. Angelo SOZZANI
1998 9° ultimo Direttore di Stabilimento dr. Novello LEONCINI
2003 Chiusura totale dello Stabilimento

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STORIA DELLO STABILIMENTO

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